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Chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Genova

Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
- Genova

La chiesa dei Santi Cosma e Damiano è situata all'interno delle mura del XII secolo, tra le pendici della collina di Castello e il porto del Mandraccio. Tra il VII e l'VIII secolo pare che esistesse gia un oratorio dedicato a Damiano (le cui reliquie furono portate a Genova da Costantinopoli nel 1296), anche se la notizia non è confermata da alcun documento d'archivio. Recentemente è stato reperito un atto datato 1007 in cui si cita per la prima volta la chiesa e sembra pressoché certo che essa sia stata ricostruita nell'XI secolo.

Nel 1147 la chiesa diventa parrocchia e nel 1661 viene trasformata in abbazia. Le diverse fasi edilizie e i restauri non sempre felici e poco documentati, uniti ai bombardamenti francesi del 1684 e a quelli della seconda guerra mondiale, hanno creato molte difficoltà nella lettura del manufatto originario. La chiesa presenta il perimetro e la pianta pressoché originali.

La facciata, divisa in tre parti e con il corpo centrale aggettante, è unificata in basso da uno zoccolo nel quale sono state ricavate tre tombe ad arcosolio (secolo XII). La così detta "tomba del Barisone" (secolo XIII) è sopraelevata rispetto alle altre e presenta un arco ogivale, poggiante su colonnine. Nel '600 è stato aperto un finestrone al posto dell'apertura originaria; due monofore laterali appaiono nella parte superiore della chiesa, mentre il tetto presenta spioventi diversi, a causa dell'abbassamento dello stesso avvenuto in seguito al bombardamento francese.

È così andata persa anche la decorazione ad archetti pensili. Il portale è caratterizzato da una parte sovrastante, aggettante e terminante con una cornice piana che inquadra l'arco principale (a tutto sesto e bicromo); la strombatura è ricavata dall'alternarsi dei pilastri di pietra nera con le colonnine bianche; un architrave romano di reimpiego (vedi anche le chiese di Santa Maria di Castello e di San Donato) è ornato da una fascia cosmatesca ad intarsio. Il fianco destro della chiesa (anch'esso caratterizzato dalla presenza di tombe) è costituito nella parte inferiore da una serie di pietre irregolari e superiormente da conci più rifiniti (secolo XII).

Una fascia di mattoni rossi stretti e lunghi (probabilmente secenteschi) portano al fregio a dente di sega e alla decorazione ad archetti pensili. È visibile una porta laterale (probabilmente del secolo XIII), sopra la quale è posta una bifora non allineata (secolo XII). Anche sull'altro fianco è presente una porta ad arco ogivale, sovrastata da una monofora. Il retro della chiesa (secolo XII) è rettilineo: le absidi laterali, essendo immisse, non sporgono all'esterno e solo quella centrale emerge leggermente.

L'interno è a tre navate (originariamente in legno, voltate in mattoni a seguito dei bombardamenti del 1684): le arcate a sesto lievemente acuto in mattoni poggiano su colonne a rocchi bianchi e neri con capitelli marmorei a foglie d'acqua del XII secolo. Al transetto si raccorda la breve profondità delle tre absidi e al di sopra di esso, impostata su quattro pilastri dalla sezione cruciforme, si eleva la torre nolare (che richiama quella di San Fruttuoso di Capodimonte), organizzata su un primo ordine di monofore e su un secondo di bifore, sormontata da una cupola ottagonale a sesto rialzato.

La controfacciata è invece il frutto di un pessimo restauro, che, con una gettata di cemento graffito, ha cercato di imitare i conci in pietra originari. Dal punto di vista decorativo è possibile vedere: il Sepolcro di barbieri e dei chirurghi (1476); le tele dell'Annunciazione (anonimo), di Ester con Assuero (B. Castello), I santi Cosma e Damiano che guariscono i malati di G. Assereto, tutte del XVII secolo; non esposta la Madonna con bambino di Barnaba da Modena (Sec. XIV); da ricordare il Transito di San Giuseppe di De Ferrari (Sec. XVII) e una statuetta marmorea dell'Immcolata attribuita a Puget (Sec. XVII).

Chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Genova
Tipologia: Architetture/Edifici religiosi
Genova

La chiesa dei Santi Cosma e Damiano è situata all'interno delle mura del XII secolo, tra le pendici della collina di Castello e il porto del Mandraccio. Tra il VII e l'VIII secolo pare che esistesse gia un oratorio dedicato a Damiano (le cui reliquie furono portate a Genova da Costantinopoli nel 1296), anche se la notizia non è confermata da alcun documento d'archivio. Recentemente è stato reperito un atto datato 1007 in cui si cita per la prima volta la chiesa e sembra pressoché certo che essa sia stata ricostruita nell'XI secolo.

Nel 1147 la chiesa diventa parrocchia e nel 1661 viene trasformata in abbazia. Le diverse fasi edilizie e i restauri non sempre felici e poco documentati, uniti ai bombardamenti francesi del 1684 e a quelli della seconda guerra mondiale, hanno creato molte difficoltà nella lettura del manufatto originario. La chiesa presenta il perimetro e la pianta pressoché originali.

La facciata, divisa in tre parti e con il corpo centrale aggettante, è unificata in basso da uno zoccolo nel quale sono state ricavate tre tombe ad arcosolio (secolo XII). La così detta "tomba del Barisone" (secolo XIII) è sopraelevata rispetto alle altre e presenta un arco ogivale, poggiante su colonnine. Nel '600 è stato aperto un finestrone al posto dell'apertura originaria; due monofore laterali appaiono nella parte superiore della chiesa, mentre il tetto presenta spioventi diversi, a causa dell'abbassamento dello stesso avvenuto in seguito al bombardamento francese.

È così andata persa anche la decorazione ad archetti pensili. Il portale è caratterizzato da una parte sovrastante, aggettante e terminante con una cornice piana che inquadra l'arco principale (a tutto sesto e bicromo); la strombatura è ricavata dall'alternarsi dei pilastri di pietra nera con le colonnine bianche; un architrave romano di reimpiego (vedi anche le chiese di Santa Maria di Castello e di San Donato) è ornato da una fascia cosmatesca ad intarsio. Il fianco destro della chiesa (anch'esso caratterizzato dalla presenza di tombe) è costituito nella parte inferiore da una serie di pietre irregolari e superiormente da conci più rifiniti (secolo XII).

Una fascia di mattoni rossi stretti e lunghi (probabilmente secenteschi) portano al fregio a dente di sega e alla decorazione ad archetti pensili. È visibile una porta laterale (probabilmente del secolo XIII), sopra la quale è posta una bifora non allineata (secolo XII). Anche sull'altro fianco è presente una porta ad arco ogivale, sovrastata da una monofora. Il retro della chiesa (secolo XII) è rettilineo: le absidi laterali, essendo immisse, non sporgono all'esterno e solo quella centrale emerge leggermente.

L'interno è a tre navate (originariamente in legno, voltate in mattoni a seguito dei bombardamenti del 1684): le arcate a sesto lievemente acuto in mattoni poggiano su colonne a rocchi bianchi e neri con capitelli marmorei a foglie d'acqua del XII secolo. Al transetto si raccorda la breve profondità delle tre absidi e al di sopra di esso, impostata su quattro pilastri dalla sezione cruciforme, si eleva la torre nolare (che richiama quella di San Fruttuoso di Capodimonte), organizzata su un primo ordine di monofore e su un secondo di bifore, sormontata da una cupola ottagonale a sesto rialzato.

La controfacciata è invece il frutto di un pessimo restauro, che, con una gettata di cemento graffito, ha cercato di imitare i conci in pietra originari. Dal punto di vista decorativo è possibile vedere: il Sepolcro di barbieri e dei chirurghi (1476); le tele dell'Annunciazione (anonimo), di Ester con Assuero (B. Castello), I santi Cosma e Damiano che guariscono i malati di G. Assereto, tutte del XVII secolo; non esposta la Madonna con bambino di Barnaba da Modena (Sec. XIV); da ricordare il Transito di San Giuseppe di De Ferrari (Sec. XVII) e una statuetta marmorea dell'Immcolata attribuita a Puget (Sec. XVII).